Fattore Stagione 2015/2016

Allegri

La Serie A non è iniziata come era finita. La Juventus si riscopre orfana dei suoi fuoriclasse e parte da un rotondo zero in classifica, ma la sosta per le Nazionali può essere un prezioso aiuto.
Finite le isterie da (calcio)mercato, è ora di squadrare meglio la Serie A di quest’anno.
Ci sono stati grandi investimenti da parte delle “grandi sorelle” della penisola: Mancini ha finalmente ricominciato la sua rivoluzione nerazzurra; la porta girevole di Appiano Gentile ha fatto entrare ed uscire una ventina di giocatori in totale, di cui nove in entrata: Montoya, Murillo, Miranda, Kondogbia,  Jovetic, Perisic, Melo, Telles e Ljajić. Cambierà sicuramente il modulo e il modo, molto più contropiede che possesso. Via i piedi buoni, Hernanes e Kovacic, dentro il fisico dei mediani.  Il mio dubbio verte non tanto sulla qualità dei singoli, quanto sulla loro integrazione. Brasiliani, argentini, colombiani, montenegrini, croati, serbi, sloveni e via dicendo. Alla luce di questi profondi investimenti, è chiaro che i nerazzurri puntino a fare un campionato tra le prime tre, ma ci vorrà tempo. Non si può avere tutto e subito con così tanti giocatori che non conoscono il nostro calcio. Ce l’ho insegnato la Juve contiana, che vinse il titolo affidandosi a uomini di Serie A, con i vari Vucinic (Roma), Giaccherini (Cesena), Pirlo (Milan) e Lichtsteiner (Lazio). E’ una regola semplice, ma che in molti tendono a ignorare, Inter in primis.
Passando ai cugini rossoneri, il pessimismo invade la scena come la nebbia brianzola ad ottobre. Cambio di allenatore, Mihajlovic, che ha tante rose (Sampdoria e Catania) quante ortiche (Bologna e Fiorentina) nel suo passato. Galliani ha messo le mani in attacco, che vanta ora Suso, Adriano, Menez, Cerci, Niang, Balotelli e Bacca, ha messo due innesti in difesa, Romagnoli ed Ely, e uno a centrocampo, Bertolacci e Kucka. Credo che sia stata la campagna acquisti più fumosa degli ultimi cinque anni, in perfetto stile campagna, non elettorale, ma di abbonamenti. Tre mesi di “giovani italiani”, “nuovo ciclo” e “Bee”, per arrivare alla terza di campionato senza una logica. Il Milan difficilmente uscirà dal pantano in cui si è immerso da ormai troppi anni.
La Juventus ha ringiovanito, la Roma rinvigorito. Una sottile diversità che potrebbe fare la differenza. Non sono due partite d’agosto a tracciare l’ esito della stagione, ma ci vorrà bisogno di pazienza. Se da una parte bisogna ripartire da zero, dall’ altra si deve cominciare dal dieci, ovvero Francesco Totti, messo da parte in questo piccolo scorcio di campionato. Personalmente credo che sia ormai giusto, lo fece Conte con Del Piero ed ebbe ragione. Ma non sono sicuro che il capitano romanista la stia prendendo bene. Da fiore potrebbe tramutarsi in spina.
La Juventus ha messo su una buona squadra, mi piace molto l’attacco, anche se la delusione del fantasista è un duro colpo. Hernanes è un ripiego ai vari Goetze o Draxler, ma gioca a suo favore la conoscenza del nostro calcio, di cui vive da ormai da quasi sei anni. Sono curioso di vedere la nuova colonna bianconera, che fu Buffon, Bonucci, Pirlo, Vidal, Tevez, e che è Buffon, Bonucci, Marchisio, Hernanes, Dybala. Rimane la favorita, ma con qualche riserva.
Di quelli che non ambiscono alle prime posizioni, mi è piaciuto il mercato del Torino, la mia personale mina vagante di quest’anno, della Fiorentina, nonostante i pochi denari messi sul tavolo e dell’ Hellas. Boccio, invece, Genoa, Lazio e Udinese.
Riguardo al Napoli tentenno, perché mi è difficile paragonare gli errori di Sacchi nel primo anno di Milan, alle due partite di Sarri in terra partenopea. Sono due persone diverse, Sarri è molto più difficile da inquadrare, nonostante tutta l’ Italia faccia il tifo per lui e per la sua favola in tuta.
La novità di quest’anno è che, comunque vada, sarà un campionato combattuto. La tirannia bianconera sta traballando.

Leave a Reply