Milan, troppi attaccanti, il reparto va sfoltito

SPORT, CALCIO: CESENA - MILAN

Sono arrivati Bacca e Luiz Adriano, El Shaarawy è partito per il Principato, Destro non è stato riscattato, Pazzini ha preso la via di Verona e Matri e Niang sono rientrati dal prestito. L’analisi del reparto offensivo del Milan parte (anche) da questi presupposti. Ma non bastano per descrivere un attacco che ha bisogno di un cambiamento non tanto nell’inserimento di altri giocatori, quanto nella riduzione del numero. Ricapitolando, ad oggi, gli attaccanti a disposizione sono: Bacca, Bonaventura, Menez, Cerci, Matri, Niang, Luiz Adriano, Suso, Honda e Verdi.

Bonaventura è più che adattabile al ruolo di mezzala, per cui in quel senso si “perde” un uomo. I due nuovi centravanti sono intoccabili, gli altri invece no. Di questi un giocatore facile da piazzare, preferibilmente in prestito, è Niang. La seconda parte di stagione al Genoa è stata ottima, e gli ha permesso di sentirsi finalmente al centro di un progetto. Chissà che non possa ritornare in Liguria. In ogni caso, è quello con più pretendenti, visto anche che è giovanissimo. Matri potrebbe restare, perché cresciuto nel settore giovanile e perché è un professionista serio, che sa ritagliarsi il proprio spazio anche dove non è considerato un titolare. Suso è appena arrivato (a gennaio) e piace a Mihajlovic, soprattutto da seconda punta, mentre Verdi potrebbe partire anche a titolo definitivo (Genoa?). Honda e Cerci potrebbero partire, col secondo che tornerebbe volentieri al Torino, in prestito dall’Atletico Madrid, titolare del cartellino. Il vero grande interrogativo è Menez, perché anarchico tatticamente e ormai sostanzialmente una punta, non più un trequartista. In caso di offerta importante, potrebbe lasciare Milanello. Sullo sfondo, poi, c’è Ibrahimovic. In caso di ritorno, chi gli farebbe posto?

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