Calcioscommesse, Conte e altri 103 rischiano pesantemente

Antonio Conte

Le richieste di rinvio a giudizio sono arrivate. Dopo quattro anni di inchiesta il pm di Cremona, Roberto Di Martino, ha emesso le richieste per 104 indagati. Sono circa 60 le partite di Serie A, B e Lega Pro contestate, rispetto alle circa 200 inizialmente indagate, mentre otto sono risultate prescritte. Dentro, tra i 104 per cui e’ stato chiesto il rinvio a giudizio, c’è su tutti, quello del ct azzurro, Antonio Conte. Crollata l’accusa di associazione e prosciolto su Novara-Siena, all’ex tecnico della Juventus viene contestata ancora la frode sportiva per la partita Albinoleffe-Siena del 2011. Conte era gia’ stato condannato dalla giustizia sportiva con 10 mesi per doppia omessa denuncia, poi diventati 4 mesi al Tnas. Ora potrebbe dover affrontare un processo penale, perche’ a detta dell’ordinanza Conte non perpetro’ “una condotta consona ai principi di lealta’ “, dunque sarebbe venuto meno ai suoi obblighi di allenatore, quelli di stimolare sempre i propri giocatori a dare il massimo in ogni partita. Una notizia che non sorprende il ct, che si e’ detto “amareggiato” ma non per questo abbattuto. Dunque si prosegue alla guida della Nazionale, nessun passo indietro rispetto a una settimana fa, quando indiscrezioni giornalistiche lo volevano sull’orlo delle dimissioni. Cosi’ come non sbanda la Federcalcio: “Non ho ancora sentito Conte ma noi non cambiamo atteggiamento, e’ una notizia che ci si aspettava e abbiamo fiducia in lui“. Conte non e’ l’unico nome invischiato nell’inchiesta. Non desta sorpresa per esempio quello di Stefano Mauri, ma in questo caso l’accusa e’ piu’ grave: associazione per delinquere, stessa accusa per Cristiano Doni, Beppe Signori ed altri. Le partite sotto inchiesta sono Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011. Due gare che, secondo l’accusa, furono combinate con l’obiettivo di portare la Lazio in Champions League. Accuse successivamente aggravate dopo la costituzione del macedone Ilievski, che aveva parlato diffusamente dei rapporti col calciatore. In attesa dei tempi infiniti della giustizia ordinaria, bisognera’ capire se i nuovi elementi a suo carico risultino prove che il pm federale Palazzi potra’ utilizzare per riaprire lo stesso processo sportivo e accusarlo ancora una volta di doppio illecito. Chi invece non ha mai subito un processo sportivo e’ l’attuale tecnico dell’Udinese, Stefano Colantuono, per il quale si richiede il rinvio a giudizio per frode sportiva per la presunta combine di Crotone-Atalanta del 2012. Una presunta combine che non era emersa in tre anni di indagini sportive e penali. Anche per Colantuono, che si era detto “estraneo” fin dalle prime notizie di un suo coinvolgimento nell’inchiesta, ora c’e’ il rischio di un’inchiesta sportiva. Rischia anche lui il deferimento e una eventuale condanna gli complicherebbe il lavoro con il suo attuale club. Il suo legale rimanda al mittente le accuse:”Ci sorprende molto questa richiesta di rinvio a giudizio perche’ agli atti non esiste alcun elemento sul quale si possa fondare un’accusa nei confronti di Colantuono” le parole dell’avvocato Marco De Luca dopo. “Il nome di Stefano Colantuono non appare mai ne’ direttamente ne’ indirettamente. Vista la determinazione del PM, chiederemo al Gup, quanto prima, la possibilita’ di essere giudicati gia’ in udienza preliminare attraverso il rito abbreviato, nella certezza piu’ assoluta che a Stefano Colantuono non e’ attribuibile alcun elemento di responsabilita'”. Sarà un’estate calda in tutti i sensi e qualcuno già si sta scottando di brutto. Seguiremo l’evoluzione approfonditamente.

 

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