Polvere Di Stelle: Marco Van Basten

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Il calcio perde il suo Leonardo Da Vinci.” Parlò cosi Adriano Galliani il giorno del ritiro di MARCO VAN BASTEN. Era giovedì 17 agosto 1995, il giorno dopo il Milan avrebbe affrontato la Juventus nel consueto torneo Berlusconi a San Siro e Marco riuscì a trattenere a stento le lacrime. La Gazzetta dello Sport titolò “Dove troveremo un altro come lui?”.

Basta tornare all’inizio della storia per capire che Marco Van Basten era un giocatore dal futuro importante. 3 aprile 1982, Van Basten è ancora minorenne ma Johan Cruijff già stravede per lui. Nel secondo tempo della sfida contro il NEC, fu proprio il leader dei lancieri a lasciare il posto a Marco, che ci mise pochissimi minuti per timbrare il suo primo goal con un preciso colpo di testa dall’interno dell’area. Inizia a nascere il mito Van Basten, che resterà all’Ajax fino alla stagione 1986/1987, realizzando 152 goal in 172 gare e vincendo 3 campionati olandesi, 3 coppa d’Olanda, 1 coppa delle Coppe (nel 1987 grazie ad un suo goal in finale contro il Lokomotive Lipsia), più 4 volte il titolo di capocannoniere, una scarpa d’oro ed il titolo di giocatore dell’anno del campionato olandese.

Arriva al Milan nell’estate del 1987 per meno di 2 miliardi di lire, e alla sua prima gara ufficiale con la maglia rossonera (23 agosto) timbra il cartellino nel 5 a 0 al Bari nel turno di Coppa Italia. Anche in campionato segna all’esordio sul campo del Pisa, ma i guai fisici alla caviglia iniziano a tormentarlo…Quando torna per la lotta scudetto con il Napoli segna due goal pesantissimi (quello all’Empoli ed il momentaneo 3-1 al Napoli nella sfida decisiva), che regalano il tricolore alla squadra di Sacchi. Nell’estate di quell’anno (1988) Van Basten trascina la sua Olanda anche al titolo di Campione D’Europa, segnando in finale contro l’URSS un goal che ancora oggi è difficile ripetere. L’Olandese chiude la manifestazione anche con il titolo di capocannoniere e di miglior giocatore, e a fine anno si aggiudica anche il Pallone d’Oro.

Torna al Milan più carico che mai nonostante i suoi guai fisici, e nel 1989 è il protagonista della conquista della Coppa Campioni. In 9 gare giocate mette a segno 10 reti (il goal all’andata della semifinale contro il Real Madrid per l’UEFA è di Van Basten) ed alza la Coppa dalle grandi orecchie. Segna a tutte le squadre affrontate nel suo cammino: 4 ai bulgari del Vitocha, 1 alla Stella Rossa, 1 al Werder Brema, 2 al Real Madrid e 2 alla Steaua Bucarest nella finalissima.

La stagione che precede il Mondiale Italiano (dove Van Basten esce agli ottavi senza brillare) vede i rossoneri perdere lo scudetto nella Fatal Verona e con la “farsa” della monetina di Alemao a Bergamo, ma la squadra di Sacchi in Europa e nel Mondo non si ferma, anzi… Battendo il Benfica conquista la seconda coppa Campioni, poi alza anche la Supercoppa Europea e l’Intercontinentale sconfiggendo rispettivamente Barcellona e Nacional Medellin.

Finita l’era Sacchi, il Milan passa a sotto la guida di Capello, e Van Basten riesce a vincere il terzo pallone d’Oro nel 1992, dopo averlo già conquistato nel 1988 e 1989, nonostante le tante gare saltate per infortunio. Ad Ancona, nel maggio 1993, segna il suo ultimo goal della carriera. In porta, ironia del destino, c’era Alessandro Nista, proprio lo stesso portiere a cui aveva segnato il 13 settembre 1987 nell’esordio in campionato. L’ultima gara ufficiale di Van Basten risale alla sfortunata finale di Monaco di Baviera contro l’Olympique Marsiglia, che giocò nonostante la caviglia ancora dolorante. Chiuse la sua avventura in rossonero con 125 goal in 201 gare e con la conquista di 4 campionati, 4 super coppa italiane, 2 coppa campioni, 2 super coppa Europea, 2 Intercontinentali, più tantissimi altri premi a livello individuale (3 palloni d’oro, 2 volte capocannoniere della A, 1 capocannoniere Coppa Campioni, 1 Fifa World Player e 2 World Soccer)

Nel dicembre 1999, durante i festeggiamenti per il centenario del Milan, Van Basten venne eletto “attaccante milanista del secolo” ed ancora oggi è sicuramente uno dei tre giocatori rossoneri più amati dai tifosi rossoneri.

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