Niente impresa viola, Siviglia di nuovo in finale

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La Fiorentina ci credeva, ma il 3-0 dell’andata era già di per sé un ostacolo decisamente arduo da superare. E la partita del Franchi non ha fatto altro che aumentare la convenzioni che la squadra viola non abbia ancora completamente trovato la quadratura del cerchio. Perché la quantità di occasioni da gol create e sprecate (rigore fallito da Ilicic compreso) è impressionante, e perché lo 0-5 complessivo non rispecchia l’andamento delle due sfide.

In questa gara di ritorno la Fiorentina ha provato in ogni modo a giocarsela, sperando di trovare quel gol che forse avrebbe sbloccato soprattutto psicologicamente gli uomini di Montella. Complimenti a Emery e ai suoi ragazzi, che si confermano formazione “programmata” per l’Europa League: seconda finale consecutiva, in cui  potranno difendere il titolo vinto allo Juventus Stadium, e quarta negli ultimi dieci anni. Insomma, non è un caso. Il Siviglia è un’ottima squadra che ha dimostrato bravura nel saper sfruttare le occasioni create. Come al Pizjuan i biancorossi hanno trovato la via del gol con la prima opportunità creata: Bacca sbuca dal nulla su una punizione di Banega e batte Neto. È il ventiduesimo, e i viola vedono già i titoli di coda. Che si fanno ancora più presenti cinque minuti dopo, con Carrico che fa 2-0 dopo un altro errore difensivo della Fiorentina. Da lì in poi Rico, il portiere del Siviglia, prende tutto. Tranne il rigore di Ilicic nel secondo tempo, ma festeggia lo stesso: rigore altissimo.

Finale tra i fischi del Franchi, con la disapprovazione di Montella: “I fischi sono immeritati, abbiamo giocato bene. Credo che abbiamo fatto più di quanto si potesse immaginare in questi tre anni. Meritiamo più rispetto, ce n’è stato riservato poco“. Conclusione sul suo contratto: “Magari mi cacciano perché si aspettano di più“. Aria di addio a giugno?

 

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