Analisi di un calcio malato

batigol - ronaldo

Luis Nazario de Lima, Shevchenko, Batistuta, Zidane, Crespo, sono solo alcuni dei grandissimi campioni che calpestavano i campi della Serie A. Una Serie A estremamente ricca, ingaggi stellari e tanto spettacolo. Ora, a distanza di neanche 20 anni, il calcio italiano si lecca le ferite di una gestione forse troppo folle ed irrazionale. La Roma di Franco Sensi, dopo aver speso una fortuna per allestire una squadra competitiva, (tant’è che nel 2000 – 2001 ha vinto uno scudetto), ha dovuto alzare bandiera bianca e la figlia, subentrata al padre, è stata costretta a vendere la proprietà agli americani. Simile sorte per la Lazio da fantacalcio di Sergio Cragnotti. Stam, Nesta, Veron, Nedved e Stankovic sono solo alcune delle stelle che si allenavano a Formello all’inizio degli anni duemila. Ma poi con la società laziale sull’orlo del fallimento, è intervenuto Lotito che ha rilevato la società, ma non le ha restituito la stessa brillantezza. Recentemente, anche l’Inter dell’era Moratti è finita. Con la squadra nerazzura che nel 2010 ha vinto tutto, con il famoso triplete, tra cui la Champions League, il presidente ha passato il testimone all’indonesiano Thoir. Questa Inter non è neanche lontana parente di quella dell’era Mourinho. Dall’altra parte di Milano, la situazione non è poi così diversa. Con il Milan di Berlusconi che ha vinto ben 7 volte la Coppa dei Campioni (5 Coppa dei Campioni e 2 Champions League), ora i rossoneri versano in una situazione a dir poco negativa e la vendita ai cinesi o thailandesi è ormai prossima. Lo storico Parma di Buffon, Thuram, Cannavaro e Crespo è solo un bellissimo ricordo, la società emiliana quest’anno ha salutato la Serie A ed il fallimento è solo questione di tempo. Anche la Juventus che ha dominato, (in Italia), in questi ultimi quattro anni non è esente dal processo di impoverimento ed indebolimento. Dei vari Zidane, Trezeguet, Ibrahimovic, Emerson, Vieira, Davids, Deschamps, Paulo Sosa neanche l’ombra ed i campioni di oggi, vedi Cristiano Ronaldo, Messi o Ribery preferiscono giocare altrove. Eh già, purtroppo, secondo una statistica del’Iffhs, Federazione Internazionale di storia e statistica del calcio, la squadra più ricca in assoluto è il Real Madrid con un fatturato di circa 549.5 milioni, secondo lo United con 518 e terzo il Bayern Monaco con 487. Solo 484 milioni per il Barcellona. Per trovare un’italiana nella classifica bisogna arrivare in 10° posizione, con la Juventus che ha un fatturato di 279.4. Vi rendete conto? Tra la prima delle Italiane e la prima in assoluto c’è un gap economico di ben 270.1 milioni di euro. Impossibile poter competere con queste super potenze, ma allora come fare? Secondo Andrea Agnelli, presidente bianconero, la vendita dei diritti televisivi dei campionati all’estero, (ad esempio Asia o Giappone) si è rivelata fondamentale per arricchire la Premier e la Liga. Sempre secondo il presidente, il futuro per la Serie A è rappresentato dalla possibilità di investire in Africa, e più in particolare nell’Africa subsahariana che sta avendo una forte crescita ed impatto nell’economia mondiale. “Dobbiamo investire in queste zone, proprio come ha fatto la Premier League in Asia 20 anni fa”, con queste parole Andrea Agnelli ha presentato la sua idea di possibile ripresa per la Serie A, ma poi ha anche aggiunto che nella lega Italiana si dovrebbero apportare delle modifiche e rendere il nostro campionato più simile alla Premier, a livello di regolamento e gestione. Insomma, qualcosa andrebbe fatto, il dislivello che c’è tra le grandi d’Europa e le Italiane è enorme ed in qualche modo va colmato. L’Italia è sempre stata una Nazione ben rappresentata nel mondo del calcio e vederla ora in questa situazione non ci piace proprio. Il nostro calcio è malato, ma si deve curare e deve farlo il prima possibile.

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