Monaco-Juventus 0-0, bianconeri in semifinale di Champions League dopo 13 anni

monaco juventus

Come insegnano i grandi del passato e José Mourinho, a volte bisogna sapere anche fare a meno del bel calcio per rintanarsi dietro e portare a casa la cosa più importante: la qualificazione. Questo, Massimiliano Allegri, è uno dei pochi che, in Italia, lo sa ancora fare. Dov’è finita l’Italia catenacciara tanto efficace che vinceva tutto? E’ finita nelle mani di indonesiani, americani, francesi e spagnoli che arrivano nel bel Paese e inculcano, come è normale che sia, la loro filosofia di gioco.

Il tatticismo italiano, però, difficilmente si batte e lo ha dimostrato ieri Allegri, in Monaco-Juventus che, consapevole del vantaggio ottenuto all’andata allo Juventus Stadium, si è chiuso e ha aspettato. Ha aspettato che le forze di continuare ad attaccare una, comunque, attenta difesa bianconera da parte del club francese (peggiore attacco di Champions) cominciassero a calare, per preparare i botti e la qualificazione in semifinale di Champions League. Mai Allegri aveva oltrepassato lo scoglio dei quarti di finale, ma si sa: l’esperienza paga e di questa esperienza gode la Juve. Una Juventus arrivata a Montecarlo con l’intenzione di strappare il pareggio e, di fatto, ci è riuscita, ha affrontato un Monaco affamato di rimonta. Adesso la Juve aspetta i sorteggi, anche se poco cambia. Sarà una tra Bayern Monaco, Barcellona e Real Madrid ad affrontarla.

Una Juventus brutta, che ha deluso, ma quel che conta, ripetiamo, è arrivato. Pur giocando male, i bianconeri concedono poco o nulla allo sterile attacco di Jardim. Per 40′ minuti messa alle corde dalla squadra francese, uscendone però indenne. I bianconeri rischiano su un’incursione di Bernardo Silva e su un paio di iniziative di Kondogbia. Su di lui, tra l’altro, un rigore molto dubbio non concesso. La ripresa è una falsariga del primo tempo, con una Juventus che riesce a conservare il pareggio e ad agguantare la qualificazione alle semifinali. Bayer, Barcellona o Real Madrid che sia, non importa, la Juve è tornata a sedersi al tavolo delle grandi e si vuole alzare per ultima.

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