Inter, Juan Jesus: “Serve concentrazione e umiltà per crescere. Io qui a lungo”

Juan Jesus

Il difensore brasiliano Juan Jesus, anche grazie a Roberto Mancini, sta risorgendo nel suo nuovo ruolo da terzino sinistro dopo un inizio di stagione abbastanza altalenante, come tutto il resto della squadra, d’altronde. Queste le sue parole rilasciate in un’intervista:

«Guardo sempre le statistiche e da terzino sono migliorato tantissimo: devo preoccuparmi ad attaccare e difendere. Ho fatto un mese in cui non ho giocato bene, adesso sto provando a uscirne. Non va dimenticato che ho ancora 23 anni e non è che non posso sbagliare: devo soltanto rimanere più concentrato. Io ho sempre giocato da centrale e lì mi sento a mio agio. Qual è il problema con Ranocchia? Non so, io e Andrea siamo amici e non è un problema di feeling. Anche con Stramaccioni giocavamo insieme, magari è stato soltanto un anno così e hanno preso noi di mira. La critica che mi ha dato più fastidio? Nessuna perché mi danno forza per migliorare. Non siamo delle macchine ma degli uomini, in tre anni un momento no può anche capitare. Il mio punto debole era… la testa: se non riesci a essere concentrato, non riesci a fare niente. Io non sono mai soddisfatto: il primo anno sono stato una “novità” per tutti, andando avanti è sempre più difficile dimostrare il proprio valore ma io sto cercando di proseguire il mio percorso di crescita. Mercato? L’Inter è la mia casa, io sono e sarò per ancora 4-5 anni un giocatore dell’Inter è una bugia il fatto che me ne vada. Sul Derby appena giocato? San Siro era bellissimo nel derby: tutti, da bambini, vogliono giocare in uno stadio così. Era una bolgia, peccato solo per il risultato. L’Europa? Finché non ci tradisce la matematica, io ci credo. Abbiamo sette partite, cerchiamo di prendere più punti possibili. Nel prossimo anno dobbiamo trovare più continuità: ci è mancato qualcosa a livello di testa, di concentrazione e dobbiamo prendere a esempio quello che è accaduto in questa stagione».

 

 

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