Protesta Savoia, i campani si allenano per strada

I giocatori del Savoia salutano il loro pubblico, che li sostiene nonostante l'emergenza

I giocatori del Savoia sono scesi in piazza. Come tanti altri lavoratori, per far sentire la loro ragione alle istituzioni, hanno deciso di occupare piazzale Gargiulo e poi correre a Palazzo Criscuolo, dal sindaco Starita. Al posto di fischietti e striscioni, per protestare c’erano scarpini e palloni. In poche parole, seduta di allenamento pomeridiana in mezzo ai cittadini e ai tifosi di Torre Annunziata, nello spiazzo davanti allo stadio Giraud.

La situazione alla base della protesta era già nota in città, si può carpire dalla frase pronunciata in conferenza stampa dall’estremo difensore, Raffaele Gragnaniello: “Se andiamo avanti così non arriviamo a fine maggio!”.  Continua mettendo in luce che sia del presidente Manca che del nuovo amministratore Piantoni non si hanno notizie. Dei 18 giocatori in rosa, tutti presenti in conferenza stampa, qualcuno potrebbe andarsene anzitempo: “Alcuni compagni non sono potuti tornare a casa per Pasqua perché non avevano i soldi per pagare il treno, altri hanno prenotato in orari assurdi per risparmiare. Il magazziniere, il massaggiatore e tutti i componenti dello staff sono nelle nostre stesse condizioni. Eppure tutti, con dignità e professionalità, stiamo andando avanti, stiamo onorando la maglia e la città”. Questo il durissimo monito del portiere Oplontino, che tiene banco in una sala stampa gremita di giornalisti.

Il gesto dei giocatori campani, senza stipendi da nove mesi, è stato preceduto da una telefonata tra lo stesso Gragnaniello e Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, in cui si è parlato dell’estrema emergenza rispetto ad altre realtà quali Varese, Parma e Monza. Ora che l’attenzione dei media si è alzata verso Savoia, giocatori e tifosi sperano che qualche imprenditore si faccia vivo per salvare la situazione ed evitare un drammatico epilogo per i giocatori e le loro famiglie.

Fa piacere e malinconia ricordare che la squadra di Torre Annunziata sia una tra le più antiche realtà calcistiche italiane. A cavallo degli anni 20 è stata capace di militare, con buoni risultati, nella prima divisione nazionale, “nonna” dell’attuale Serie A. Appena quindici anni fa l’ultima apparizione tra la cadetteria.

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