Polvere di stelle: “Magic Box” Zola

La rubrica Polvere di Stelle, alla scoperta dei campioni del nostro calcio. Ogni venerdì, solo su RadioGoal.it

Gianfranco Zola, fuoriclasse di altri tempi, nasce ad Oliena il 5 Luglio 1966, una piccola cittadina in provincia di Nuoro. Zola rappresenta per il calcio italiano ed europeo uno dei giocatori più talentuosi mai esistiti. Ma andiamo a scoprire l’evoluzione calcistica del ragazzo sardo.

Gianfranco inizia a prendere confidenza col pallone nelle giovanili della Corrasi di Oliena s,quadra del suo paese. Nella stagione 1983/84 passa alla Nuorese in serie C2, realizzando 10 goal in 31 presenze, ma la sua esplosione calcistica arriva tra le file della Torres, uno dei club più importanti in Sardegna, nonché il più longevo tra i club sardi. Qui il trequartista gioca ben 3 stagioni con la maglia rossonera, totalizzando 88 presenze e 21 goal, che permettono al club di ottenere la promozione in serie C1, sfiorando anche la B, non centrata solo per 3 maledetti punti.

Arriviamo al 1989, anno chiave per la carriera sportiva di Zola. Durante la stagione 1988-1989, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, ovvero Luciano Moggi (all’epoca direttore sportivo del Napoli), si accorge della classe e del talento di questo ragazzo e decide di acquistarlo, pagandolo 2 miliardi, non poco per un ragazzo di 23 anni che gioca in serie C. Zola approda nella massima serie, un bel salto. Qui dobbiamo fare un’osservazione calcistica o, meglio, un’osservazione sul mercato giocatori. All’epoca una società paga ben 2 miliardi per un giocatore italiano che gioca in serie C1, scommessa rischiosa ma, poi, come vedremo, scommessa vincente. Oggi ci lamentiamo per la mancanza di talenti italiani nel nostro calcio, ma quanti direttori sportivi osservano i campionati di Lega Pro??? Perché non investire sul nostro invece di pescare sempre dai campionati esteri????

Zola con la maglia del Napoli

Zola con la maglia del Napoli

Estate 1989: Zola si presenta in ritiro e la sua avventura campana prende il via. Inizia ad allenarsi con giocatori del calibro di Careca, Ferrara, Fonseca, Alemao ed un certo Diego Armando Maradona, che all’arrivo di Zola commenta con umorismo: “Finalmente ne hanno comprato uno più basso di me”. La prima stagione per Zola a Napoli non è tra le più facili, anche perché viene visto come sostituto di Maradona, ma Zola è un portafortuna, perché  alla sua prima stagione il Napoli vince  lo scudetto, e lui, pur se poco impiegato (solo 18 presenze) segna 2 goal, goal pesanti come quelli contro Atalanta e Genoa, il secondo arriva in pieno recupero, regalando 2 punti al club partenopeo, permettendogli di mantenere inalterato il distacco dall’inseguitrice Milan.

Nel 1990 vinse la supercoppa Italiana. Nella stagione 1990-1991, le sirene di mercato lo danno vicinissimo al trasferimento in Puglia, al Lecce, ma la società napoletana decide di confermarlo. In questa stagione Zola migliora in fase realizzativa, con 6 goal in 20 presenze. Il 17 febbraio 1991, dopo la partita Napoli-Bari, Diego Armando Maradona lascia il Napoli e Gianfranco Zola eredita la maglia numero 10, una maglia pesante per la piazza, ma lui sa il valore della maglia indossata e si responsabilizza ancor di più. E lo dimostra l’anno successivo; è un vero e proprio exploit il suo nel Napoli di mister Ranieri, totalizzando 33 presenze e realizzando 12 reti.

Questa sarà anche la sua ultima stagione a Napoli. Da sottolineare le parole di Diego Armando Maradona dopo il suo addio: “Non serve che il Napoli cerchi un mio sostituto, c’è Zola!”.

Dopo l’ esperienza napoletana, il calciatore nativo di Oliena si trasferisce a Parma, la società emiliana versa ben 13 miliardi nelle case del club partenopeo, i tifosi napoletani accusano e criticano di tradimento Zola, ma non è Gianfranco che se ne vuole andare, è la società che per motivi economici è costretta a cedere il talento sardo. Le 2 stagioni successive in gialloblù per Zola, per il Parma e per i tifosi, sono stagioni memorabili, da 10 in pagella, con un primo posto sfiorato in campionato, 2 finali di Coppa delle Coppe (una persa contro l’Arsenal ed una vinta contro la Juventus) e la Supercoppa Europea vinta nel 1993.

I problemi in Emilia per Gianfranco iniziano alla sua terza stagione in gialloblu, quando la società emiliana acquista Hristo Stoichkov, il quale occupa la sua stessa posizione in campo; questo crea un vero e proprio dualismo tra i due. Nel 1996 subentra a Parma come allenatore Carlo Ancelotti, che utilizza il 4-4-2 dirottando Zola come esterno di centrocampo, un ruolo atipico per il talentuoso trequartista. Iniziano i primi malumori, le difficoltà con il nuovo modulo, la fase difensiva che non riesce al meglio, i goal a cui è tanto abituato non arrivano, un posto che non è più sicuro, quindi la decisione di rompere con il Parma nel novembre del 1996.

Il famoso gol di tacco di Zola al Norwich

Il famoso gol di tacco di Zola al Norwich

Stufo e stanco dell’ Italia, Zola vola in Inghilterra, a Londra, tra le fila del Chelsea, dove trova un altro italiano, Gianluca Vialli. La società londinese versa nelle casse emiliane 12,5 miliardi. Gianfranco Zola disputa 7 stagioni con la maglia dei Blues. Nel corso di questi anni, il sardo si inserisce facilmente nel contesto e nell’ambiente inglese, tanto da diventare l’indiscusso leader sia per i compagni ma, ancor di più, per i tifosi. Vince la Coppa d’Inghilterra ed ottiene un riconoscimento non da poco: “miglior giocatore dell’ anno”.

Le stagioni successive portano altri trofei, la Supercoppa Europea nel 1998, la Charity Shield nel 2000 e la Coppa delle Coppe contro lo Stoccarda. In questo match Zola non parte titolare, ma entrato in campo al 70′, impiega solo 20 secondi per realizzare il goal che vale  la vittoria del trofeo continentale. Da qui il soprannome datogli dai suoi tifosi, “Magic Box”, perché capace di tirare fuori dalla scatola, dal suo repertorio, colpi imprevedibili ed impensabili, ma alquanto decisivi, in momenti inaspettati.

Nella stagione 1999-2000 Zola disputa la Champions League, uscendo ai quarti di finale contro il Barcellona. Zola, nelle sue 7 stagioni a Londra, totalizza 311 presenze con 80 goal all’attivo, aggiungendo al suo palmares 6 trofei. Ottiene inoltre grandi soddisfazioni personali: viene eletto miglior giocatore nella storia del Chelsea e ottiene, nel 2004, la prestigiosa onorificenza dalla regina Elisabetta II di “Membro Onorario dell’Impero Britannico”.

L'addio di Zola al calcio con la sua ultima partita col Cagliari

L’addio di Zola al calcio con la sua ultima partita col Cagliari

Nel 2003-2004 rientra in Italia nella sua regione nativa, in Sardegna, tra le file del Cagliari, in serie B, dove ottiene la promozione e disputa la sua ultima stagione in serie A. Lascia il calcio professionistico il 29 maggio in uno Juventus-Cagliari 4-2, uscendo in bello stile dal calcio dei grandi con una doppietta.

Gianfranco Zola nella sua carriera vanta anche 35 presenze e 10 goal con la maglia azzurra della Nazionale, numeri al di sotto del suo talento, ma per vari motivi, errori e mancanza di fiducia nelle sue caratteristiche, non riesce sempre o, meglio quasi mai, a trovare spazio. Il suo esordio arriva a 25 anni, convocato dal ct Arrigo Sacchi: Italia-Norvegia 1-1, valida per le qualificazioni a Euro ’92. Convocato a Usa 94′, Zola fa la sua apparizione nell’ottavo di finale contro la Nigeria, ma il suo mondiale finisce dopo 12′ minuti perché espulso ingiustamente, per colpa di un palese ed evidente errore arbitrale. I suoi primi goal in Nazionale arrivano il 25 aprile 1995, quando realizza una doppietta nella gara amichevole contro l’Estonia. Nel 1996 partecipa all’Europeo, dove fallisce un rigore decisivo contro la Germania, rigore valido per il passaggio ai quarti di finale. Il 12 febbraio 1997 segna il goal vittoria contro l’Inghilterra a Wembley, una partita particolare per lui, match valido per il Mondiale 98′. Nel 1998, dopo la fantastica stagione con i blues, ricevendo il premio di miglior giocatore dell’anno, la chiamata in Nazionale sembra scontata, invece Cesare Maldini, tecnico azzurro, decide di non chiamarlo. Qui la rottura con la Nazionale, troppa la delusione. La sua ultima partita è l’11 ottobre del 1998 contro l’Inghilterra, a Roma.

Grazie Gianfranco di averci entusiasmato nel corso degli anni con le tue giocate fantastiche ed imprevedibili, le tue punizioni che ci hanno lasciato senza fiato, i tuoi goal di una rara bellezza, come quello realizzato nel match contro il Norwich, quando firmasti un goal di tacco che è stato riconosciuto come uno tra i goal più belli della storia del calcio. Per chiudere… Thank you very much Magic Box.

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