Oggi il calcio ricorda Morosini, scomparso tre anni fa

Morosini

14 aprile 2012, tiepido pomeriggio di un sabato come altri. Scende in campo la trentacinquesima giornata di Serie B. A Pescara è di scena il Livorno, tra gli undici c’è un promettente centrocampista, Piermario Morosini. La partita si mette bene per la sua squadra, subito avanti 2-0. Alla mezz’ora accade l’impensabile, Piermario barcolla, cade due volte e poi si accascia definitivamente sul campo da gioco. La situazione appare fin da subito critica. L’arbitro Baratta sospende il gioco. I sanitari si precipitano in campo. Parte il massaggio cardiaco e da li a poco il trasporto in ospedale. In campo c’è confusione, i giocatori si mettono le mani tra i capelli, qualcuno è in lacrime. Alle 16 e 45 arriva la tristissima notizia, una cardiomiopatia aritmogena, rara malattia genetica, si è portata via il giovane Piermario.

Morosini ci lascia prestissimo ad appena ventisei anni. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta. L’Udinese lo nota fin da subito, esordirà in A appena ventenne nel 2005-2006, grazie a Serse Cosmi, in un Udinese-Inter. Da qui viene mandato in giro per l’Italia a far esperienza. Bologna, Padova, Reggina, due volte Vicenza e l’ultima a Livorno. Tra il 2006 e il 2009 ha giocato con la nazionale under-21, dove disputò l’europeo 2009.

Come ricordarlo? Con il suo continuo impegno nonostante la sua vita con lui fosse stata colma di difficoltà e dolore. Perse padre, madre e fratello disabile. Della sua sorella, anche lei disabile, se ne occupò successivamente Totò di Natale.

La sua memoria passa dai gesti di quei giorni. Il rinvio dell’intero turno di Serie A. Gli striscioni, al ritorno della squadra, dei suoi tifosi livornesi. Gli innumerevoli attestati di vicinanza degli stadi di tutta la penisola. Il minuto di silenzio al Santiago Bernabeu. Il lutto al braccio del Barcellona e il bagno di folla al suo funerale.

Ciao Piermario…

Leave a Reply