Italia-Croazia, sanzioni e scuse per i fumogeni

I disordini di ieri sera a San Siro non sono passati inosservati agli occhi dell’Uefa. Fumogeni e petardi hanno interrotto Italia-Croazia ben due volte, facendo temere il rinvio. Per fortuna le forze dell’ordine sono riuscite a contenere la furia dei tifosi ospiti. Si contano diciassette arresti e tensioni anche nel dopogara, durante l’uscita dallo stadio. Mentre ci si interroga su come certi oggetti (e soggetti) abbiano fatto a passare i controlli ai tornelli, la federazione calcistica continentale medita sulla punizione da infliggere alla Croazia. Difficile lo 0-3 a tavolino perché il match si è concluso nonostante tutto. Più probabili le porte chiuse per le prossime partite casalinghe. Le manchevolezze italiane ai controlli potrebbero a loro volta essere considerate.

Per la tifoseria croata non è la prima volta. E’ già successo in Svizzera e ciò potrebbe comportare conseguenze importanti. Il c.t. Nico Kovac prova a stemperare gli animi chiedendo “scusa” all’Italia. Kovacic e Modric sottolineano che “Quei tifosi non rappresentano la Croazia”. Per una volta il calcio italiano, memore di tante brutte pagine di cronaca da stadio, potrebbe ben dire di aver visto di peggio. Ma scommettiamo che non lo farà.