Israele: derby di Tel Aviv sospeso per incidenti
Ancora violenza negli stadi. Ancora violenza in un campo di calcio. Questa volta il tutto è accaduto a Tel Aviv, in occasione del derby ad alta tensione tra Apoel e Maccabi. Alla fine il resoconto è di 10 arresti, di una partita di calcio sospesa e di una pagina nera per il calcio israeliano, così come ha commentato Eyal Berkovic, general manager dell’Apoel.
La cronaca. Era il 33′ del primo tempo quando un supporter dell’Apoel, a torso nudo, si è scagliato contro Zahavi, ex conoscenza del calcio italiano (ha militato nel Palermo, non con grandi risultati, tra il 2011 e il 2013), reo di aver tradito la sua squadra, esser passato nella compagine rivale ed aver siglato, su rigore, la rete del momentaneo 1 a 1.
Il calciatore ventisettenne della nazionale israeliana si è difeso dall’aggressione come ha potuto, utilizzando a sua volta calci e pugni, fino all’arrivo dei compagni di squadra e delle forze dell’ordine e degli steward (in 600 all’interno della struttura), che sono intervenuti placando la focosa “protesta”. Tutto tornato alla calma? Manco a pensarlo. Alla ripresa del gioco, l’arbitro espelleva lo stesso Zahavi per aver reagito contro il “tifoso” e da quel momento la situazione degenerava anche sugli spalti, con i supporters del Maccabi che scatenavano la rissa, a quel punto impossibile da sedare.
Arbitro costretto così a dichiarare il match sospeso e altra pagina nera per il mondo del calcio, dopo i fatti di Serbia-Albania e la morte di Ciro Esposito in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, con gli incidenti tra la tifoseria partenopea e gli ultras della Roma.